SCAVALCARE UN CANCELLO

Sicuramente a tutti sarà capitato di scavalcare qualcosa.

Che sia stato un cancello, una recinzione, un balcone o un muro, tutti sanno che quando lo si fa è perchè non ci sono altri modi per arrivare dove la caparbietà ci spinge.E allora eccomi qua …a più di 1000 chilometri da casa, in terra straniera, su un cancello che cerco di scavalcare alle due di notte.

Il problema vero è che non è tanto essere lì come un gatto su un albero che non sa più come scendere ma è che, per l’ennesima volta mi ritrovo a saltare sopra un qualcosa per “entrare” e non per “uscire”….in più ho oltrepassato i cinquanta anni e dovrei almeno avere la capacità di evitare i guai e invece…NO!

Sopra a quel cancello e aggrappato a una sporgenza in ferro battuto mi viene anche da ridere.

E lo faccio un po per nascondere la preoccupazione di cadere ma, sopratutto perchè mi viene in mente la prima volta che mi sono trovato in una situazione simile….e poi tutte le altre infinite volte.

Allora, quella prima volta fu perchè ero in ritardo a scuola e l’idea di entrare in classe senza che la maestra se ne accorgesse era ghiotta e mi avrebbe fatto guadagnare stima nei confronti dei compagni.

Peccato che fu la stessa maestra spaventatissima a venirmi a prendere con una scala mentre ero tremante e piangevo pure come un matto perchè non riuscivo a scendere.

Sì…la prima eroina della mia storia…penso anche che abbia capito il senso del mio gesto perchè non si arrabbiò come al solito ma, si levò il suo “golfino” riparandomi dal freddo come si fa con un micetto bagnato..

Ma non sarebbe finita lì…. di muri ne avrei scavalcati ancora parecchi…sempre a scuola, quando mi impedivano di entrare per ideologie che non capivo…(spesso vedevo i miei compagni scavalcare per uscire evitando le interrogazioni) ma, ho scavalcato cancellate di stadi di calcio di mezza Italia per vedere la mia squadra del cuore….e una volta l’altezza del cancello mi ha salvato dai denti del cane lupo di un poliziotto…..anche le mura di una caserma mi hanno visto in opera e per rientrare in tempo prima di un appello…incurante (o incosciente) che la sentinella non avrebbe scherzato.

Sì!…sempre per rientrare nei miei guai… mai per sfuggirvi.

E anche adesso, stavo rientrando proprio “nei mie guai…”

Di fatto su quel cancello ero bloccato anche per le birre in corpo e la difficoltà a coordinare i movimenti, inoltre i tre compagni di sventura al seguito, avevano cominciato a darmi, tutti insieme, istruzioni contrastanti su come e dove mettere i piedi e adesso ero lì in bilico, incastrato… a “tre metri sopra il pavimento”.

Come avrei voluto che apparisse la mia maestra di tanti anni fa con una scala….

Ma i miracoli non possono essere sprecati…sarei precipitato a minuti io e il cancelletto…e tutti, ma proprio tutti avrebbero avuto la conferma che sono un “bambinone” di 50 anni.

Mi staccarono dalla presa del cancello dopo dieci minuti…..promisero tutti di non farne parola.

Ma quella notte è stato bello ….e ho scavalcato tutti i miei ricordi.

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