Rapporto tra tempi di scatto e diaframma

Ciao! 

Negli articoli precedenti ho citato sia il tempo di scatto che il diaframma, ma andiamo a vedere come cambiano uno rispetto all’altro.

Volendo fare un esempio pratico, pensiamo ad una bacinella, per poterla riempire ho due possibili strade da percorrere: 

  • aprire poco il rubinetto lasciandolo aperto per un periodo di tempo maggiore 
  • aprire completamente il rubinetto lasciandolo aperto per un minore periodo di tempo.

Nel caso dell’esposizione è rappresentato dal diaframma. Un diaframma chiuso es. f11 lascerà passare poca luce, mentre un diaframma aperto es. f5.6 lascerà molta più luce. Il periodo di tempo entro cui il rubinetto deve rimanere aperto è invece determinato dal tempo di scatto. Un tempo di scatto rapido es 1/125s lascerà aperto l’otturatore per un periodo di tempo inferiore, a differenza di un tempo di scatto più lungo es 1s. che lascerà aperto l’otturatore per un periodo di tempo maggiore. 

Ovviamente non possiamo lasciare aperto il rubinetto all’infinito allagheremmo la stanza, raggiunto il limite voluto lo dovremo chiudere. Anche l’esposizione a un certo punto deve essere interrotta, altrimenti corriamo il rischio di sovraesporre lo scatto, oppure, interrompendola troppo presto, ottenere l’effetto contrario ossia sottoesporre lo scatto. 

Nel primo caso avremo una foto più chiara, e secondo il grado di sovraesposizione possiamo andare incontro a una perdita di preziosi dettagli, mentre nel secondo una foto più scura dove i dettagli risultano invece poco leggibili. 

Nel momento in cui osservando lo scatto ci accorgiamo della presenza di una sovra o sotto esposizione dovremo compensare la stessa per riportarla al valore corretto. Se lo scatto risulta sovraesposto interverrai in negativo riducendo l’esposizione, impostando quindi un tempo di scatto più rapido oppure un diaframma più chiuso, usando per cui un tempo di scatto più lento oppure un diaframma più aperto; di tanti stop quanti necessari a esporre correttamente per il soggetto. 

Se nel caso della bacinella possiamo contarne la capienza, con il suo limite massimo, nel caso dell’esposizione il nostro punto di riferimento è rappresentato dall’istogramma. 

L’istogramma

 

è semplicemente un grafico che mostra la 

distribuzione dei pixel nell’immagine.

Al fine di semplificare l’individuazione di possibili zone dove l’eccessiva esposizione ha indotto una perdita di dettaglio, è consigliabile abilitare la funzione alte luci. 

Supponiamo per un istante di trovarci in condizioni di scarsa luminosità. Sei già  intervenuto sul diaframma impostando la massima apertura ad esempio f 2.8 e non puoi scendere ulteriormente con il tempo di scatto al esempio 1/60 in quanto essendo il soggetto una persona rischi d’incorrere nel mosso; inoltre in assenza di un cavalletto ti trovi a scattare a mano libera. 

A questo punto entra in gioco la….

Aspetta il prossimo articolo e lo scoprirai 😉 

Alice

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