NON ESSERE PRONTO

Te ne accorgi sempre dopo.
 Quando tutto è ormai successo, e quando è accaduto ecco che ti guardi intorno e dici: “ma …cavolo…. io non ero pronto!”, non ero preparato per quella cosa lì
E questo ti stupisce come ti stupisce tutto ciò che accade senza preavviso.
Ecco che cos’è, è la mancanza di preavviso che ci frega…. Vogliamo tutto programmato. La colazione, il pranzo, la cena, la poppata, la vacanza, la ragazza, l’interrogazione, l’intervallo, le carezze, lui o lei. Se questo sfugge al nostro volere ecco che a volte ci sentiamo come un pugile che ha preso un pugno nello stomaco. Non ci mette fuori partita ma ci mette in guardia
. E’ quel pugno che ci arriva prima di cena e che ci annuncia che lei è in ritardo, che non ce la fa a venire perché piove, perché c’è la neve, perché …. non ti ama più.
 E’ come una mail di conferma, è il messaggio sulla porta che il corriere è passato e non ci ha trovato in casa, come se l’inverno arrivasse ma non siamo stati avvisati dalle foglie gialle…manca una stagione in mezzo che ci coccola e che che ci prepara.
 Tutti i segni che ci dicono con anticipo che qualcosa sta per accadere e ci disabituano alla sorpresa…….ecco a volte questi segni mancano
. E allora noi cerchiamo di esorcizzarla la sorpresa: facendo piani, progetti. La chiamiamo “programmazione” e inseriamo questo termine ovunque ci capiti
. Facciamo piani per la partenza e il ritorno, facciamo piani per il matrimonio, per le dimissioni, per la casa e la cucina giusta, per i libri da leggere, i film da vedere, la roba da mangiare…….
Facciamo piani per vivere meglio, per sentirci un po’ più felici, un po’ meno pesanti. 
E’ per essere pronti e ci prepariamo. 
Se arriva la chiamata giusta, se dormi fuori stanotte, se un domani cambi casa, o sposti un mobile, o cambi auto. Sempre pronti, per tutto, per qualsiasi eventualità.
Io invece sostengo che quando qualcosa accade in qualche modo eravamo già pronti ad accettarla….è il tempo che mancato….quel tempo che non mette in sequenza gli eventi… un tempo che mescola le stagioni…. Ma queste stagioni ci sono sempre state solo, non nel modo che ci immaginiamo noi.
Che un angolo della nostra pianificata quotidianità che si stanca perché la vita è movimento…..è l’imprevisto da risolvere.
 E’ la parte che spera che succeda qualcosa, che si buchi una gomma, che….non importa cosa ma che “succeda”….come una liberazione
. Dico che se quella parte non ci fosse noi alla prima modifica dei nostri piani non sapremmo come andare avanti, e invece no, invece poi in un modo o nell’altro alla fine tiriamo dritto, sempre, anche quando diciamo che no, non eravamo pronti.
 Forse allora non essere pronti è una scusa, forse lo siamo ma non lo ammettiamo o semplicemente quella parte che desidera la sorpresa è meno forte di quella che pianifica tutto.

Ecco. Ecco tutte le cose a cui ho detto che “non ero pronto” e che non avevo pianificato. Tutte le cose che hanno dovuto essere affrontate con un piano “B”


  • Non ero pronto per essere “gemello”

  • Non ero pronto per i primi occhiali

  • Non ero pronto al primo giorno di asilo

  • Non ero pronto per essere interrogato.
  • Non ero pronto quando te ne sei andata.
  • Non ero pronto a fare il Prof

  • Non ero pronto a tuffarmi quel giorno del ’79

  • Non ero pronto a vivere da solo

  • Non ero pronto al tuo sorriso,

  • Non ero pronto per sposarmi,

  • Non ero pronto a essere licenziato,

  • Non ero pronto per trovarmi in una città diversa,


Semplicemente non ero pronto……..



E voi nella vita a cosa non eravate pronti?….

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