La profondità di campo

Ciao! 

Oggi ho deciso di parlare della profondità di campo. 

Ogni volta che chiudete un po’ il diaframma ( facendo quindi aumentare il numero di f) il tempo di scatto si allungherà leggermente per fare in modo che il sensore raccolga abbastanza luce, mentre se lo aprirete diventerà più breve. 

Quello che varia aprendo o chiudendo il diaframma è principalmente la “profondità di campo” detta PDC O DOF ( in inglese Delpht of Field).

Avrete notato che in molte fotografie di ritratto o di spot la modella o l’atleta sono a fuoco mentre lo sfondo è talmente fuori  fuoco  da risultare incomprensibile, creando l’effetto di isolare e portare attenzione di chi guarda la foto solo la modella o lo sportivo.

Uno dei fattori che influenzano la PDC è l’apertura del diaframma: più il diaframma è aperto ( e quindi ha un valore numerico basso) e più risulta sfuocato quello che sta prima e dopo il vostro bersaglio. Se prendete diciamo due penne e le disponete davanti a voi una dietro all’altra a 5 cm di distanza vi accorgerete che se scattate a f 3.5 e puntate il fuoco su quella davanti, quella dietro probabilmente sarà fuori fuoco, mentre se fotografate a f8 quella dietro risulta più nitida di prima, anche puntando il fuoco dove l’avevate puntato prima.

Questo perché a diaframma più chiuso corrisponde una PDC più estesa ( quindi uno spessore di piano del fuoco più ampio) mentre più aprite il diaframma e più diventa ridotto.

 

Puo` non essere immediato capire il funzionamento del diaframma e sui suoi effetti, ma è essenziale che lo comprendiate prima di andare avanti, perché é una base assoluta della fotografia. 

 

 

F 10  1/200 sec. iso 100 lunghezza focale 35 mm 

 

continuate a seguirmi, A presto!

 

Alice

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