LA GEOMETRIA DEL CASO

Nell’articolo precedente ho parlato si “Statistica” e di come essa influisce o meglio è presente nella vita di tutti noi. Ma sicuramente non è da oggi che, stanco di scrutare il volo dei corvi o i fondi delle tazze del caffè, l’uomo ha creato “giochi” per tentare di penetrare il mistero del futuro.

Giochi che gli procurassero lo stesso brivido di incertezze per una posta minima spesso pecuniaria ….il successo del gioco del lotto è la sua forma più moderna.  Nella impossibilità di capire queste situazioni (anche semplici come il lancio di un dado)  l’uomo ha attribuito il termine di “caso” a tutte le forme di incertezza che gli si presentano.

Del resto, ogni nostro pensiero esprime un “lancio di dadi”….non essendo mai sicuri che il risultato finale sia all’interno delle nostre “speranze”.

Non bisogna essere degli esperti di matematica per capire che queste nostre aspettative sul futuro dipendono molto per forma e cultura dai numeri.

Che stasera pioverà o che un neonato arrivi a 67 anni è sempre un calcolo di probabilità che condiziona i nostri comportamenti (mi porterò un ombrello o progetterò la mia pensione!).

Noi non ce ne rendiamo conto e possiamo anche prendere due atteggiamenti opposti ma loro…i numeri…se ne fregano.

Essere convinti che la matematica non ha nulla a che fare con la maggior parte delle decisioni che la vita impone e che costituisca in qualche modo a un “mondo parallelo” che non ci tocca ….oppure,…che le cifre abbiano un “potere magico” che trasforma tutto in oro non è un potere che viene da Dio ma da una nostra convinzione culturale.

Questi due atteggiamenti dipendono dallo stesso errore…. un calcolo infatti dipende solo dai dati immessi e non da chi li maneggia o dagli stessi numeri.

Il concetto di futuro “calcolato” restituisce quindi un modello che trasforma le osservazioni del passato in “probabilità”.

E sono queste “probabilità” a influenzare le nostre scelte.

Dire che domani il sole sorgerà con “certezza” è ben diverso dal dire che “c’è una possibilità su 56 milioni che ciò non avvenga!”. (fidatevi…è così!)

Nessuno di noi che si ritenga  “sano di mente” scommetterebbe su questa eventualità perché è troppo bassa ….(poi ..vabbè…non sarebbe possibile riscuotere la vincita….)

Eppure intraprendenti giocatori scommettono su combinazioni e possibilità ben inferiori come al “Superenalotto” fiduciosi e speranzosi tutte le settimane.

Ma la “probabilità” non essendo una “certezza” lascia spazio a situazioni che chiamiamo “miracolo” o “caos” a secondo delle credenze individuali.

Variazioni minime…impercettibili e creano situazioni non comuni ma comunque reali.

Tutto questo mi ha lasciato sempre dubbioso su un futuro che deve essere ancora creato anche se spero di sbagliarmi perché se avessi ragione il concetto di “libero arbitrio” si potrebbe anche buttare nella spazzatura

È come se Dio …si fosse preso la briga di fare due pianeti identici in tutto….stesse farfalle che svolazzano esattamente negli stessi posti e le stesse foglie che cadono dagli stessi rami al soffio dello stesso vento e, tornando a visitarli un mese dopo la Creazione avesse trovato pioggia su uno e sole sull’altro.

L’idea che Dio abbia creato il mondo, così come lo vediamo oggi (quindi molto recente), e darci l’illusione che abbia cinquemila anni, è più confortevole anche se mi sentirei ingannato (ma chi se ne frega!!).

Non si vede infatti cosa gli avrebbe impedito (a Lui il Grande Vecchio) di abbellire certe rocce con fossili di dinosauri, anche se queste bestiacce non hanno avuto occasione di esistere, e di creare magari sulle isole Galapagos animali diversi da quelli del continente.

L’impossibilità di tornare nel passato è reale come quella di andare nel futuro.

Forse è tutto molto più recente di quello che immaginiamo….

Una specie di rappresentazione teatrale costruita ieri con tanto di sfondi e fossili sparsi qui e là per darci l’illusione del tempo e di un passato lontanissimo e di una “Creazione”.

Racchiusi in un contenitore chiamato “spazio” e costretti a girare sempre nella stessa direzione a cui abbiamo attribuito il nome di “tempo”

Un contenitore “strano” dove tutti i processi avvengono in un “tempo finito” non raggiungendo mai il “punto di equilibrio termodinamico” cioè lo stato finale del sistema, in cui non si verificano più cambiamenti nel tempo delle sue caratteristiche macroscopiche (densità e pressione).

La vita stessa è un processo di “non-equilibrio” in quanto anche dopo la morte ogni sistema vivente (uomo compreso) interagisce con l’ambiente con continuo scambio di materia e energia.

Tutto questo per me è una bugia…..la “bugia del tempo

 

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