LA CHAT DELLE MAMME

Ci siamo, è arrivato settembre si formano le classi e subito appare “un gruppo classe mamme”

Ecco quindi che oltre all’inizio della scuola , dell’asilo o delle prime attività sportive inizia l’incubo delle chat su whatapp.

Ma, saranno davvero utili? E come sopravvivere a così tante “comunicazioni importanti”. Tutte nascono con il sano intento di scambiare rapidamente informazioni utili sulla scuola o quella della squadra dei figli.

Ho sempre saputo che tali informazioni venissero distribuite dalla scuola con un attento rapporto con la famiglia. Forse vedendo questo nuovo modo di comunicare “fai da te”sono dedotto che le famiglie non si fidano più delle istituzioni (dirigenza, maestra, prof) con le loro comunicazioni sul “libretto personale” da controllare regolarmente da parte del genitore. Oppure, non si fidano del figlio (!!).

La verità è che dopo qualche settimana queste chat si riempiono di faccette inutili, di continui buongiorno al mattino e di mamme che chiedono le soluzioni di compiti. Un delirio! Dove troveranno ste mamme il tempo per stare così tanto tempo al cellulare è da capire. Già perché i papà sembrano meno coinvolti o, se lo sono sono spesso poco loquaci, qualcuno butta subito la faccenda in diritti soppressi del figlio (quasi mai doveri mancati).

Si crea quindi l’ennesima fonte di ansia e non guardare il telefono per un ora ha il risultato di farci trovare in mano un disastro di notifiche da gestire che vengono cancellate in blocco (compreso l’unica che ci sarebbe interessata).

Da comunicazione la chat diventa uno sfogo per genitori che finiscono a postare di tutto e di più compresi pensieri sgradevoli nei confronti dei compagni del figlio o insegnanti.

Famoso è stato un caso in una scuola di Milano dove, dove in piena fase epidemica di pidocchi, una brillante mamma ha dato inizio alla caccia virtuale a chi poteva essere il compagno del figlio “untore”.

Da qualche anno comunque anche i presidi hanno sollevato la questione definendo le “chat dei genitori” un vero e proprio problema, una pericolosissima arma in grado di creare conflitti e divisioni in classe, nel luogo dove dovrebbe realizzarsi una integrazione, una unione tra ragazzi.

Probabilmente se avete un figlio siete già dentro fino al collo e prima che per voi genitori diventi un questione di “ansia da prestazione” eccovi delle dritte per uscirne illesi.

1- la “chat delle mamme” non è un gruppo di “aiuto-aiuto”. Non deve servire per gestire le uscite da scuola dei figli.

2- sulla “chat delle mamme”niente video, foto o prodezze di vostro figlio. Non interessano a nessuno

3- la “chat delle mamme” non serve per creare eventi privati per invitare tutti a feste, compleanni, colazioni, cene, vacanze, gite, aperitivi. A meno che non sia un evento di classe organizzato dalla scuola.

4- evitare faccine, cuoricini, emoticon. Non servono!

5- la “chat delle mamme” non sostituisce lo studio del pediatra. Per i consigli di salute andate dal medico. Nessuno scambio di medicinali miracolosi. ( mi raccomando! )

6- non usate la “chat delle mamme” per sponsorizzarvi la vostra attività, scambio di ricette, creme, profumi, foto di abiti, scarpe ecc.

7- scambiatevi sulla “chat delle mamme” solo informazioni di servizio e non lasciatevi prendere dallo spettegolezzo, evitando di commentare a caldo maestre, insegnanti, altri genitori, figli altrui o prendere le difese a spada tratta del proprio erede (potreste rimanerne deluse oltre alla figuraccia).

8- importantissimo. Non andate in ansia se per un ora non avete risposto. Se ci sono comunicazioni urgenti la scuola vi chiama.

9- non usate le “chat delle mamme” per controllare i vostri figli o fare confronti. i pargoli lo sanno e usano contromisure molto più ingeniose. Preferite sempre il dialogo.

10- se il compito assegnato a casa va male, vabbè pazienza. La maestra saprà come rimediare rivedendo l’argomento in classe. Ma se il compito (andato male) lo avete fatto voi diventa un bel pasticcio oltre che imbarazzante.

11- nelle “chat delle mamme” ogni tanto usate il buonsenso e ….. silenziate il gruppo.

 

Fonte: Tiziano Rigo http://www.tizianorigo.com

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