IL LINGUAGGIO DI INTERNET

Si chiama WEB JARGON o INTERNET SLANG, ed è il linguaggio della rete composto da strani termini.

Ogni luogo tende a sviluppare una propria terminologia. Pensiamo al linguaggio medico, scientifico o filosofico. Ma anche ambienti come bar, caserme o ambienti di lavoro creano riferimenti o modi di dire incomprensibili a chi non lavora in quel contesto. Anche internet è un luogo di incontro e di fatto ha sviluppato un suo linguaggio fatto di sigle, termini e parole che spesso lasciano perplessi i meno esperti in materia.

I FORUM per esempio sono i l’equivalente di una discussione tra persone, a casa o in locale pubblico. Ogni FORUM rientra un argomento specifico.

Anche qui troviamo persone esperte o quelle meno esperte. I novellini, cioè i meno esperti sono NEWBIE. Come in un bar, o in parlamento spesso (troppo spesso) le discussioni si trasformano in vere e proprie litigate chiamate FLAME. In queste dispute troviamo figure come gli HATERS, letteralmente tradotto in “quelli che odiano” , i FANBOY cioè i “sostenitori”  di una determinata idea o argomento. Tra queste due fazioni che se le dicono di santa ragione spesso troviamo un TROLL cioè qualcuno che fomenta la discussione o ci prende in giro senza una apparente ragione.

Se siamo un NEWBIE ci accorgeremo presto che all’interno di POST ( ops… messaggi) appaiono sigle strane. Bene, sono tutti acronimi derivanti dall’inglese che esprimono concetti più complessi. Ecco che LOL (Laughing Out Loud) indica una grassa risata o AFAIK (As Far As I Know) tradotto in “per quanto ne so io”, oppure OMG (Oh My God) cioè “o mio Dio” per indicare stupore e così via. Di questi acronimi ce ne sono così tanti che Wikipedia ha dedicato una pagina specifica (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gergo_di_Internet)

Se questo lo chiamiamo progresso, e non lo discuto, tanto è vero che siamo invasi da corsi nelle scuole sull’utilizzo di internet, non ha portato solo cose positive alla nostra società. Infatti la vastità del territorio multimediale non consente un controllo sicuro e questo ha favorito e favorisce i maleducati e maleintenzionati a dare sfogo a ogni forma di crimine.

I problemi sono tanti ma per citare i più diffusi dovremmo partire dal PHISHING letteralmente “andare a pescare” e di fatto “carpire” i dati personali con l’inganno. Il secondo problema è il CYBERBULLING cioè il cyberbullismo cioè l’orrenda e orribile vezzazione, verbale o tramite foto e video a discapito dei più fragili spesso minorenni.

Per ultimo, ma non per importanza il fenomeno dei FAKE (fasullo) che non sono altro che immagini o notizie modificate ad arte per modificare la realtà. In pratica delle “bufale” o “bugie” inizialmente nate con spirito goliardico ma che di fatto sta danneggiando il mondo della corretta informazione rendendo difficoltoso distinguere il reale da ciò che non lo è con conseguenti scelte politiche, finanziarie, sociali a volte sbagliate.

Un simile proliferare di termini per lo più in inglese non poteva che avere una incidenza pesante sulla nostra lingua. Ecco quindi l’invasione di orrori linguistici come “downloadare” e “uploadare” per indicare l’attività di scaricare o caricare file online. Per quanto si possa non essere d’accordo, è inutile ribellarsi all’uso di questi termini. Si spera solo che sia consentito guardare le nuvole senza sentirsi dire “guardiamo le cloud

Ispirato da un articolo di “idea computer”

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