IL FOSSATO E…ANNA!

Quel pomeriggio d’estate, la complicità tra me, Dario e Claudio raggiunse il punto di non ritorno. Avevamo oltrepassato quella linea del tempo che ci impediva di ritornare bambini e lo avvertivamo.
Non saremmo andati all’oratorio e per quel giorno di fine giugno il Paradiso avrebbe fatto a meno di noi….forse per sempre.Era tutto premeditato e stabilito da tempo nei minimi particolari…. la bugia da dire alla mamma, la bugia da dire al Don dell’oratorio e come fare a stare zitti fratelli e sorelle.
In palio c’era molto di più che “una gita al Ticino” organizzata da parroco.
Quella volta avremmo affrontato la banda di Ivano in una gara in bicicletta…. chi perdeva se ne stava lontano dal “boschetto” per tutta l’estate ma, sopratutto chi vinceva si aggiudicava un bacio da Anna…la piu carina della 3^C.
Penso sia stato questo a dare fuoco alle polveri perchè poi il “boschetto” o qualsiasi altro posto era perfettamente uguale….ma nessuno lo avrebbe ammesso!! Insomma, avevo una bugia anche per me.
A chi pensa a una gara in “mountain bike” e tutine colorate con tanto di caschi e protezioni si sbaglia.
Nulla era stato inventato e se esisteva per nostra fortuna la TV non ci rincretiniva ancora per crederci piu forti con una maglietta con scritto “Adidas”….
La bici era la stessa che usavo x la scuola…. dovevo togliere il portapacchi per farla sembrare più “cattiva”.
Il percorso era uno “sterrato” in mezzo ai boschi…. con tanto di fossato.
Una gara a cronometro a squadre…. si utilizzava l’orologio della prima comunione, quello bello di Claudio che si occupava della somma dei tempi.
A metá percorso una specie di “vedetta” per scongiurare imbrogli… e poi..c’era un pezzo completamente nascosto dalla vista di tutti che lasciava con il fiato sospeso per almeno una decina di secondi.
Era come il rientro della “Apollo 13” dove le comunicazioni si interrompono e fanno sudare tutti…
Era anche il pezzo più difficile da affrontare…curva a gomito…fossato da saltate e altra curva se non si voleva finire sulle piante.
Alla fine di due turni di gara sarebbe toccato a me e anche se non ero il più veloce il margine di vantaggio era tale che Claudio cominciava a fantasticare…..
Partii bene con la sicurezza di chi ha più di 12 anni….a metá percorso, con un segno eloquente Claudio mi fece capire che era fatta.
Affrontai l’ingresso nel boschetto come un missile…posso solo immaginare la delusione dei miei compagni che non mi videro uscire….
Al contrario di Apollo 13 non potevo gridare “Houston….abbiamo un problema!”…perchè ero finito tra le ortiche del fossato.
Dopo interminabili minuti vennero a cercarmi….Claudio mi disse subito..”sei un cretino” e poi mi aiutò a uscire dai rottami della bicicletta.
Tornai a casa come un reduce dalla Russia..maglietta strappata….bici rotta e spine nel sedere.
Mia mamma quando mi vide si spaventò moltissimo e minacciò castighi divini.
Tutte le mamme della via contribuirono con cerotti e bende….
Quando una mamma ti sgrida allora ti era permesso piangere senza vergogna ma io non piangevo per il dolore o la paura ma per il bacio di Anna che non avrei mai avuto.
Mio padre dopo due giorni e di nascosto si mise a ripararmi la bicicletta….lo fece ridendo perchè gli dissi la veritá….che del “boschetto” non me ne fregava nulla e che si!! ero stato un “cretino”…Claudio aveva ragione
Mi disse solo….”sa va no in trii a tampinaa i tusan...” (non si va in tre a corteggiare le ragazze)
Penso e credo gli sia costata molto quella “trattativa” con mia mamma….(il “fermo” bicicletta doveva durare tutta l’estate).
Mia mamma a distanza di tempo mi disse che il primo bacio a papà lo aveva dato rigorosamente di nascosto a una sagra di paese….lui…aveva vinto “DA SOLO” ad una gara di tiro al bersaglio e il premio lo aveva regalato a lei…e quando disse “da solo” alzo il timbro della voce in tono eloquente.

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