I numeri cominciano a parlare  ma è difficile capirli e per fortuna …. un virus NON conta.

Infatti c’è un elemento che ancora si nasconde tra le pieghe di una frazione. È un numero importante ed è  quello che deve stare sotto alla frazione: il denominatore.

Non conosciamo infatti il numero totale delle persone che finora sono state contagiate perché non esiste in questo momento un test che ci indica la presenza di anticorpi e che quindi ci dicono quanti pur essendo stati contagiati ne sono usciti con destrezza, con sintomi trascurabili o chi proprio non ne ha avvertito la presenza (soggetti asintomatici).    Quello che sappiamo finora è il numero dei contagiati, cioè delle persone che hanno manifestato la malattia e di chi di queste persone è risultato positivo ai test (tampone).

Qualcuno tra di voi a questo punto si chiederebbe il perché è importate conoscere il denominatore
Cosa cambia? Molto. Anzi, tutto. Abbiate pazienza e continuate a leggere.

Se per esempio i contagiati fossero 100 volte di più in Italia avremmo già avuto quasi 800mila contatti con il virus, e non i circa 8000 (al 9 marzo!).

E in Cina parleremmo di 8 milioni di persone contagiate, non di 80mila. E qui il tasso di mortalità (che si calcola dividendo il numero dei decessi per il numero dei casi e poi moltiplicandolo per 100) precipiterebbe dal 3,4% allo 0,034%. 

Così come cambierebbe, spostando sempre di due posizioni la virgola, la percentuale dei soggetti che richiedono cure ospedaliere o un ricovero in terapia intensiva.

Sembrerebbe dunque una buona notizia se tutto questo fosse vero ma, se fosse vero la matematica ci direbbe una cosa ben più drammatica e cioè che la diffusione del virus sarebbe molto più rapida di quanto abbiamo finora ipotizzato ma sarebbe in linea con quanto accade ogni anno con l’influenza stagionale che nei momenti di picco, in Italia, cresce con centinaia di migliaia di nuovi casi come si vede dal sito https://old.iss.it/site/RMI/influnet/pagine/rapportoInflunet.aspx dell’Istituto Superiore della Sanità che conferma più di 6.000.000 (6 milioni) di contagiati da dicembre 2019 a fine febbraio 2020 in Italia. 

(Non ci siamo mai preoccupati di starcene a casa pur avendo i sintomi e contagiando in pochi giorni l’intera classe ridendo del docente che urlava sistematicamente: “se non state bene statevene a casaaaa”……)

Una mancanza di senso civico (eeeee…che cos’è?) e di rispetto del prossimo (non il passato prossimo……il tuo compagno di banco!)
La cosa potrebbe spaventare ma, bisogna capire cosa i numeri cercano di dirci. 

Se avessimo già 800.000 contagiati, e non solo i 8000 trovati positivi, avremmo in giro per l’Italia 792.000 persone (800.000-8000) che, in presenza del virus, grazie agli anticorpi ne frenerebbero la corsa. Iniziando a far funzionare quella che viene chiamata “immunità di gregge”.
Una cosa è certa ed è per questo che con il tempo ho capito e ho fatto pace con la matematica perché è evidente che comanda la Matematica anche quando quando si tratta di comprendere come una malattia o un virus si diffonde.

Una Matematica molto particolare, chiamata Statistica.

Approposito…..se guardate il grafico vi accorgerete che si sta formando una “campana”……ricordatevi cosa vi ho detto sulla “Curva di Gauss“….. Eccolaaaaa!!!. Questa volta al contrario del lancio dei dadi bisogna stare al suo esterno o almeno nei suoi valori più bassi. Insomma un “Cigno Nero
Studiare la matematica può essere complicato e non tutti la definiscono “facile” soprattutto per i ragazzi ma sicuramente per vincere questo virus si può procedere senza sapere un tubo di statistica.

Basta rispettare quelle regole che ormai sappiamo e che sono ripetute più frequentemente delle tabelline:
lavarsi spesso le mani.

stare a distanza di un metro dalle altre persone.

niente strette di mano. 

evitare assembramenti 

Questo sì, che è facile da capire…..o nooooooo?

Tiziano Rigo (TR59)

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