E’ IL MESTIERE CHE CI TROVA….

Forse, non siamo noi a trovare un mestiere ma è il “mestiere” che trova noi….

Ci guarda, ci studia e poi “poff” ci si mette addosso e anche se va stretto o se non ci piace a volte ci rimane per sempre……ci modella, ci piega e ci lima come farebbe un fabbro con un pezzo di ferro e spesso, molto spesso ci riesce.Ecco , da qui penso che è proprio quello che facciamo ,che fa di noi chi siamo.

Non fraintendetemi……non ho mai giudicato nessuno per il lavoro che svolge….ho conosciuto ingegneri stupidi e muratori geniali, esperti di settore che hanno fatto fallire le aziende e sconosciuti con la 3^ media assumere e avviare fiorenti imprese.

NO!! Quello che voglio dire è  che “forse” quel lavoro ci modella.

Mio padre, con un pezzo di ferro, poteva trasformarlo in qualunque cosa, bastava chiederlo e poi…. dalle sue mani “appariva” il “lavoro” quello concreto fatto di fatica, sudore e imprecazioni… ben altra cosa rispetto alle professioni inventate odierne.

Ecco…mio padre lo vedo ancora come un pezzo di ferro ben tornito, senza ruggine, senza sbavature…un solido sostegno a cui tante volte mi sono appoggiato.

Un pezzo intero…a tratti ruvido ma rassicurante. Una cosa cui era meglio non batterci la testa ma che non era infida e non aveva angoli nascosti che potevano fare male.

Allora ho pensato che le persone possono essere descritte anche per i lavori che fanno o dalle loro passioni.

Se poi si è gente fortunata, le due cose si sovrappongono perché credo che, qualunque lavoro si possa imparare ma poi di fatto è quel mestiere lì a insegnarti qualcosa …e che sia il lavoro che fai e la sua quotidianità a renderti un po’ quello oche sei.

Non ti potrà cambiare del tutto, questo è certo, ma potrà contribuire a formarti come persona.

E quindi, seguendo questa strampalata teoria, “forse” e sottolineo “forse” che ne sò….il pescatore, che se ne va all’alba al largo con la barca o deve riparare le reti per affrontare il mare (forse), sarà uno capace di stare in equilibrio sulla vita come fa sulla barca.

Capirà dove appoggiarsi e come restare in piedi mentre tutto intorno si muove (forse)…

L’astronomo, guarderà le cose con più distacco rispetto gli altri perché è abituato alle distanze e vedere le cose dal basso verso l’alto. Userà molto l’immaginazione (forse) e saprà che non è tutto come sembra…

Il chirurgo (forse), sezionerà la vita come fa con i corpi che cura. La farà a pezzettini con grande meticolosità e precisione senza concedersi margini di errore .

Affronterà di sicuro ogni singolo particolare ma (forse) farà fatica a vedere il quadro complessivo (forse).

L’arbitro (forse), si sentirà sempre fuori dal gioco un po come il giudice. Deve osservare le cose che accadono e decidere quali vanno sanzionate secondo le regole comuni. E non parteciperà mai all’azione perché non può permetterselo.

Questo lo allontanerà un poco dalla sostanza delle cose (forse).

L’insegnante (forse), cercherà nei libri il senso di ciò che vive e che vede.

Il prete (forse), se vogliamo considerarlo un mestiere, è costretto a ascoltare tutto senza mai giudicare, regalando assoluzioni nel confessionale. Inviterà al pentimento ma non avrà modo di sapere se questo sarà sincero o formale, tanto non toccherà a lui decidere ma, sarà sempre una buona spalla per appoggiare la testa (forse).

La modella, ovunque andrà e in ogni momento della sua vita si sentirà osservata e con tutti gli occhi addosso e anche se non sarà così a lei comunque lo sembrerà e continuerà a camminare descrivendo con le sue gambe cerchi perfetti come un compasso sul mondo.

Il ragioniere (forse), saprà calcolare i pro e i contro di ogni situazione, di ogni relazione, di ogni investimento affettivo. Calcolerà anche i sentimenti, quanti elargire e quanti potrà fare tornare indietro come rendita.

Lo scrittore (forse), scriverà cose che non esistono. Se vede qualcuno correre per strada si immaginerà il motivo per cui lo sta facendo e poi un altro ancora e poi un altro e così via.

E il conduttore televisivo (forse), parlerà, parlerà e parlerà in continuazione e dirà cose razionali o cose istintive, sarà sincero o mentirà nello stesso modo ma continuerà a farlo anche se nessuno lo ascolta.

Il programmatore di computers sarà sempre logico nelle cose (forse), anzi , troppo logico e non capirà l’eleganza di ciò che lo circonda.

Per lui sarà tutto racchiuso in numeri binari …o uno o zero …nero o bianco …nessuna sfumatura.

E voi? Che mestiere siete?

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