CANTARE COME UN MATTO……

A volte in auto canto come un matto….da solo….
Poi magari basta un piccolo dettaglio per riportarmi alla realtà….un semaforo rosso e un bambino che mi guarda…o lo sguardo che si incrocia con un altra persona….ecco…è come se mi venisse detto…”rientra negli schemi” oppure…..”Ritorni a Bordo C……o.”
Quegli schemi dove tutto è definito…nei ruoli, dove devi fare questo, quello ecc , ecc
E il mio ruolo è quello di “apparire ” una persona seria….tutto deve rientrare in qualcosa che riconosciamo e che ci deve fare sentire tranquilli.
Ma, quando non ci vergogniamo di ammettere di essere felici facciamo quella cosa li…. cantiamo.
E io quando sono felice canto a squarcia gola l’inno di Mameli….e si, e non me ne vergogno anche se questa italia (i minuscola) non è quella in cui mi riconosco…. Fatta di furbi tra i furbi e dove con le tasse ci si paga anche le mutande delle parlamentari….pero vabbé…ogni popolo ha quello che si merita…del resto miglioramenti nel tempo ce ne sono stati….Dalle porno star ai “vaffanculo”…niente da dire ….poteva andare peggio!
Questa è la democrazia….il “made in Italy” che esportiamo.
Ma questa è un altra cosa …..
So che cantano tutti e tutti cantavano….lo facevano i partigiani per sentirsi più forti….i neri nelle piantagioni di cotone x sopportare il peso della schiavitù ….le mondine nelle risaie…..si fa prima di una partita della nazionale o durante una messa della domenica.
È un senso di appartenenza ma anche liberazione di pesi e pudori.
La canzone certamente è una macchina del tempo formidabile e consente di viaggiare nel tempo o nei sentimenti…..rimanere per attimi in posti dove non potresti mai stare.

 

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