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NON VOLEVO LE PRIME (Website 4G Istituto L.Einaudi VARESE – 2019/20)

Ognuno di noi ha un neonato come vicino.
Almeno la mia impressione è quella.
Alla faccia di un popolo italico che non si riproduce io continuo a vedere intorno a me piccoli della specie umana che spuntano da tutte le parti. 
Sarà la mia fobia verso tutto ciò che strilla e piange o sarà colpa della “fisica quantistica” che prevede che sia l’osservatore a cambiare la realtà. Non prendetevela! I bambini sono un problema per me come lo sono le armi.
Non dovrei dirlo…..ma se penso che “Cupido” è un bambino con una arma in mano sento che mi sono cacciato in un casino.
Quando me ne affidano uno sono teso come un artificiere nel tentativo di rendere inoffensivo un ordigno.
Poi, per dirla tutta credo anche che il destino si accanisca e rida di me.
Infatti, anche il mio vicino ha da poco un bambino.
Ho provato ad osservarlo e studiarlo cercando di mettermi nei suoi panni.
Il solo pensiero mi ha fatto stare male.
Non è possibile rifiutare all’infinito il suo insistente…”dai….vieni a trovarci stasera che ci facciamo una birra!!!”.
Il tono di voce sembra di più una richiesta di soccorso lanciata da una nave in un mare tempestoso.
Quindi….mi faccio coraggio….vado a trovarlo…..lo trovo trafelato a cambiare il pannolino.
Voi non avete in mente delle cose che accadono quando si cambia un pannolino…
Il pannolino può essere cambiato solo per tre ragioni:
a) perché lo dice la mamma;
b) perché lo dice la suocera;
c) perché il bimbo ha fatto i suoi bisogni.
Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticità.
Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza della cacca.
Tutto il resto è un falso.
Di solito accade così.
La mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un po’ e dice, con voce svampita e piuttosto cretina: “E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino…cosa ha fatto l’angioletto?”.
Naturalmente tutto deve essere di pubblico dominio….riservatezza zero!
Tutto il circondario lo viene a sapere e tutti cercano una via di fuga.
Poi la mamma, dopo l’annuncio va di là e vomita.
A questo punto si riconosce il padre.
Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio.
Il fasciatoio è un mobile che ringrazio dio per non averlo mai avuto a casa mia.
Infatti quando lo vedi, capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la libertà e la giovinezza e cominci a perdere i capelli.
Comunque, devo dire che è studiato e fatto bene.
È sicuro che i seggiolini per i primi missili sono partiti da lì.
Ha anche dei cassettini e un piano su cui appoggiare il bambino.
Ma per stare fermo un bambino su quel piano è come far stare una anguilla in bilico sul bordo del lavandino. Andrebbe migliorato magari mettendo dei legacci sui quattro angoli per fissare bene il bambino.
E’ fondamentale non distrarsi mai.
Il neonato medio non è in grado di girarsi sul fianco, ma è perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio:
Dunque: tenere ben ferma l’anguilla e sperare nella fortuna
Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente il “misfatto”.
E’ il momento della verità.
Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre.
Nemmeno i paracadutisti hanno un sistema del genere.
La puzza è impressionante. Un gatto dopo tre mesi usa la lettiera con disinvoltura, un umano dopo 5 anni lotta ancora con il pannolino. (Chissà se Greta Thunberg non ha pensato al riciclaggio del pannolino!…..fanno più danni della plastica)
E’ singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine: cose del genere te le aspetteresti da una mucca o che ne so da un “tiranno sauro” ma non da un esserino di pochi chili.
A questo punto si inventano tecniche di sopravvivenza.
Io, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la cacca dei bambini profumi di budino.
Fateci caso: se non guardate potrebbe anche sembrare che quel “cucciolo di uomo” si sia seduto su una tazza di budino con doppia panna.
Lui è la panna.
Se guardate è più difficile.
Ma senza guardare… Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi risultati anche se adesso quando apro un budino sento odor di cacca.
La tecnica è tutto:
Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come una gallina. Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e prenderne una.
Neanche il mago Zurli ci riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a grappoli come l’uva.
Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un numero inferiore a cinque salviette.
A quel punto, di solito, la gallina, stufa si stare appesa, dà uno strattone: se non vi cade, riuscirà comunque a spargere un po’ di cacca in giro.
Tamponate ovunque con le salviettine profumate.
Ritirate su il pollo e con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino.
Posate le salviettine usate nel pannolino e richiudetelo.
A quel punto la vostra situazione questa:
nella mano sinistra un pollo coi lineamenti di vostro figlio.
Nella mano destra, una bomba chimica.
NON andate a buttare la bomba chimica: il pollo scivolerebbe per terra.
Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non il pollo)
Senza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a fondo e poi passate all’olio.
Ve ne versate alcune gocce sulla mano.
Esse scivoleranno immediatamente giù verso il polso, valicheranno il confine dei polsini, e da li spariranno nell’underground dei vostri vestiti.
La sera ne troverete ancora traccia nei calzini.
A quel punto avete praticamente finito.
A quel punto il bambino fa pipì.
Impossibile che il bambino la faccia prima.
Il bambino non fa pipì a caso.
La fa quando appare il vostro maglione tra il suo occhio e il suo pisello.
Voi fate un istintivo salto indietro.
Errore. Il pollo finalmente libero, si butta giù dal fasciatoio.
Ritirate su il pollo e non raccontate mai alla mamma l’accaduto.
Ci sarà la scuola tra qualche anno a rimediare il danno che avete fatto.
Prendete il pannolino nuovo.
Capire qual è il lato davanti (di solito c’è una greca colorata che aiuta, o una banda rossa come per armare i missili su un “caccia” facendovi sentire imbecilli).
Inserite il pannolino tra le gambe del bambino e chiudere.
Non potete sbagliare.
Se vi accorgete che non ha la testa niente panico.
Vuole dire che quello che si agita nel pannolino sono le braccine.
Rimediate in fretta ridando ossigeno altrimenti la scuola non serve più e bisogna chiamare un prete.
Il sistema comunque è stato studiato bene e collaudato: due specie di pezzi di scotch e il pannolino si chiude.
Sì, ma quanto si chiude? Così è troppo stretto, così è troppo largo.
Si può arrivare anche ad una ventina di tentativi.
E’ in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un padre scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cioè inizia a gridare come un dannato.
Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore.
Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a rivestirlo.
Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente finito.
Vi ricordate solo adesso che avete dimenticato il borotalco: il culetto si arrossirà. Concludete:”Si arrossirà? E che sarà mai!”
Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla mamma che sta riprendendo colore dopo la zaffata.
Lei per prima e unica cosa che vi chiederà sarà: “L’hai messo il borotalco?” ignorando tutte le fasi intermedie.
Voi direte: “Sì!” Con convinzione.
Ripercussioni fisiche e psichiche del “cambio pannolino”
Fisicamente, cambiare un pannolino brucia le stesse calorie di una partita a calcetto.
Psichicamente il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se stesso e più green….
Per almeno tre ore è convinto di avere la nobiltà d’animo di San Francesco e di potere camminare sull’acqua.
Quando l’effetto svanisce, subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane, cretino e un simpatizzante dei 5 stelle.
Alcuni si spingono fino a consultare il settore “Decappottabili” su Gente & Motori.
Altri telefonano ad una ex-fidanzata e quando lei risponde mettono giù.
Pochi dicono che devono andare a comprare le sigarette o far fare un giro al cane, escono e poi, tragicamente, ritornano.
In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il tepore dei sentimenti sicuri, e un singolare, acutissimo profumo di budino.
Ecco….questo è quello che vedo e annuso tra le mura del mio vicino.

Tiziano Rigo
http://www.tizianorigo.com

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