19 giugno 1990



Il linguaggio che avevo con mio papà lo posso definire un linguaggio tacito. Cioè ci si parlava con l’essenziale, poche parole, pochi abbracci, poche espressioni.
 E che sia stato un saluto della domenica prima di andare alla partita o un saluto dove ci saremmo rivisti dopo una settimana poco importa e aveva sempre la stessa forma più o meno così… CIAO PA’!….e lui con il suo immancabile … CIAO… SA’ VEDUM NE’? ( tradotto: ciao .. ci vediamo vero?)
 La prima volta che l’ho abbracciato veramente è stato per un addio prima di un viaggio che mi avrebbe portato definitamente via da casa.
Era un inizio di Settembre del ’78 e poiché non eravamo abituati in famiglia a dimostrare cosi platealmente i nostri sentimenti, lui, mio padre, ebbe la conferma che stava succedendo qualcosa di serio …. Un cambio di equilibrio o meglio un cambio di stato… Come nella materia quando per esempio un solido diventa liquido …  Vabbè… Questa è fisica ma poco importa …
Ricordo perfettamente il momento …eravamo alla stazione e io ero già carico del mio zaino e in mano in foglio ”rosa”.
Quell’abbraccio si svolge li proprio sul marciapiede della stazione, davanti a tutti.
Io avevo da pochi mesi raggiunto il traguardo dei 18 anni…ero eccitato per quel viaggio e ero anche incosciente. Questo binomio non mi fece notare il cambiamento nei lineamenti del viso di mio padre.
 I suoi occhi inseguendo i miei si ghiacciarono e il suo corpo si fece di pietra…
Dal finestrino lo cercai ancora mentre il treno partiva, convinto di vederlo avviarsi verso casa e invece no…..era ancora lì dove lo avevo abbracciato…..fermo immobile….bloccato!
 Solo lui aveva capito che quel saluto non sarebbe durato 18 mesi e in cuore suo aveva anche capito che non sarei più tornato….
Cose come queste dovrebbero succedere per gradi ma non è mai così.
 Non mi avrebbe più svegliato al mattino con la sua voce nella camera …alzat che lè ura! (alzati che è ora!) e non mi avrebbe più preparato la colazione con latte e Ovomaltina, non mi avrebbe più trovato alla sera quando tornava dal lavoro ….non avremmo più fatto discussioni che avrebbero messo a posto il mondo.
 Adesso, con la serenità della età adulta capisco che cosa sentiva mio padre alla fine di una estate del 1978…
Perché aveva ragione come sempre e perché potevo andarmene dove volevo ma due cose mi avrebbero seguito sempre la mia ombra e i miei ricordi.
 Penso che in quel momento mia padre sia cambiato di stato proprio come l’acqua passa da liquida a solida …
Ho visto un filmato una volta dove in un ambiente freddissimo come il Polo (freddo cane!!) veniva lanciata in aria dell’acqua … bene, questa acqua si congelava al volo.
Ma la cosa bella è che pur rivedendo il filmato decine di volte non si poteva mai cogliere l’istante dove l’acqua diventa ghiaccio.
 Ecco è proprio cosi e puoi prepararti mentalmente o mettere le mani avanti …puoi fare quello che vuoi ma alla fine i cambiamenti sono sempre repentini e i cambiamenti di stato sono cosi veloci che che non si vedrà mai il momento del cambiamento.
 Sono convinto che se potessi rivedere il filmato di quell’abbraccio tra me e mio padre potrei guardarlo un milione di volte e non mi accorgerei mai di quel cambio di stato … di quel attimo !
 Bè…mio padre non c’è più da un pezzo ma mi piace ora pensare che ci ritroveremo magari in un altro stato della materia perchè nel nostro saluto semplice in realtà non ci siamo mai lasciati
. Ciao pà ….sà vedum nè?


(in ricordo …19/06/1990)

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